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IL CRISTO COME GUIDA PER METTERSI AL SERVIZIO COME ARTISTA

L’Icona del Cristo non è solo un’opera della religione ortodossa, ma anche un prezioso strumento di dialogo con il piano spirituale. Il Cristo rappresenta il Maestro Interiore, quella parte di noi più evoluta, pura e luminosa, che ci può guidare a ritrovare la connessione con il divino e portare serenità, centratura, pace, amore, pazienza e comprensione, qualità sempre più preziose nella nostra vita di ogni giorno.

 

NASCITA DELL’ICONA 

La legge dell'Antico Testamento proibiva le rappresentazioni di dio in immagini, perché avrebbero messo in pericolo la purezza del culto del dio invisibile. 

Soltanto l'arte ornamentale dalle forme geometriche traduceva il sentimento dell'infinito. 

Tra i musulmani l'arte non figurativa, gli arabeschi, la decorazione poligonale, rafforzavano la medesima nozione di una trascendenza radicale di Dio.

Prima dell'incarnazione di dio, per timore dell'idolatria, ogni espressione del celeste era limitata alle immagini degli Angeli, che rappresentavano il mondo celeste degli spiriti, in diretta connessione con l’uomo.

Questa limitazione era la purificazione di un'attesa, una profezia sull'avvento del Cristo. Il Cristo liberò gli uomini dagli idoli, rivelando la vera figura umana di Dio. 

 

DIFFERENZA TRA UN OPERA D’ARTE E L’ICONA

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Un'opera d'arte è una creazione artistica che manifesta un'unità organica, i suoi elementi sono legati intimamente tra loro e la ricchezza delle componenti unite al rigore della loro unificazione costituisce il valore dell'opera. 

Leonardo da Vinci nel suo “Trattato della pittura” scrive che “il bravo pittore deve saper rappresentare non solo l'aspetto esteriore dell'uomo ma anche i suoi pensieri, le sue emozioni.”

L'Opera d'arte dovrebbe trasmetterci o muovere in noi delle emozioni.

L'icona aggiunge all'immagine un'altra dimensione, quella del trascendente: essa supera le forme del nostro mondo per rendere presente il mondo di Dio.

 

LA CONNESSIONE SPIRITUALE ATTRAVERSO L’ICONA

“Tu che così mirabilmente hai ispirato l'evangelista Luca, illumina l'anima del tuo servo, conduci la sua mano perché possa eseguire perfettamente i tuoi lineamenti misteriosi”. (Da un manoscritto ritrovato sul Monte Athos).

La realizzazione dell'icona tradizionale avveniva, di solito, grazie all’opera dei monaci che vivevano ritirati nei monasteri ortodossi.

La creazione di un'icona era un atto di devozione, di preghiera, che permetteva la connessione con il divino.

 

IMMAGINE VISIBILE DEL DIO INVISIBILE

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L'immagine del Cristo nell'icona per la chiesa ortodossa non è semplicemente un dipinto ma è la presenza stessa di Dio.

L'immagine sacra riveste per il suo carattere simbolico una dimensione trascendente, essa richiama colui che raffigura e diviene pertanto un legame tra colui che è rappresentato e lo spettatore, la sua essenza consiste nell'essere il luogo di questa presenza.

Nel culto ortodosso l’Icona, all'interno della casa, è vista perciò non come "quadro" ma come strumento sacro di meditazione e riconnessione spirituale.

 

IL MESSAGGIO DEL CRISTO 

Il messaggio del Cristo è particolarmente importante in un momento in cui stiamo vivendo episodi di genocidio e xenofobia, non solo in terre straniere ma anche qui nel nostro paese... 

Uno dei più rivoluzionari insegnamenti che il Cristo ci ha donato è. "Ama il prossimo tuo come te stesso", ovvero riconosci che chiunque intorno a te è un tuo fratello o una tua sorella, che non esistono differenze, che dentro ognuno di noi c'è un bambino o una bambina che ha voglia di fare amicizia, di giocare e sentirsi parte, di vivere in pace, nella gioia e nell'abbondanza...

Un bambino felice oggi, accettato dai suoi simili, consapevole del suo valore, della sua importanza, dei preziosi tesori custoditi nella cultura del suo paese di origine, anche se è diversa dalla nostra, sarà domani un adulto sereno e fiducioso, che crederà in se stesso e potrà così contribuire a costruire un futuro migliore insieme a tutti gli altri.

 

L’ICONA DEL CRISTO NEL PERCORSO DI CRESCITA PERSONALE DI UN’ARTISTA

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L'icona del Cristo per un’artista può rappresentare una grandissima sfida.

In molti casi l’artista è tale perché ha bisogno di esprimere le proprie emozioni personali, libero da schemi e regole. L’artista spesso è stato un bambino molto sensibile, che non è stato visto, ascoltato, ammirato, riconosciuto, amato, e che ha sofferto molto per questo.

Per questo può aver sviluppato una personalità ribelle a qualunque tipo di autorità, che non ama imposizioni e che a tutti i costi deve mostrare, attraverso la SUA arte, il proprio valore, le proprie idee, la propria individualità e unicità.

Dipingere un Icona Sacra significa seguire dei canoni e delle regole molto precise.
Forme, linee, colori, ombreggiature, ogni cosa ha un suo significato e va riprodotta esattamente come viene insegnato. E, soprattutto, le icone non si firmano...

La ribellione dell’artista si rivolge alle figure autoritarie che sono stati principalmente i genitori, ma può essere rivolta anche verso Dio, che in una visione distorta e inconsapevole può essere ritenuto l’artefice principale delle sventure umane.

Dipingere ( il termine corretto è “scrivere”) l'icona del Cristo può aiutare l’artista ribelle a ristabilire una relazione sana con il Sacro, con il Maestro, con la Guida Spirituale, rappresentata dall’immagine del Cristo. 
Il suo sguardo serio e dolce trasmette fermezza e amore infiniti. Mentre si dipinge un’icona si entra in un profondo stato meditativo ed è possibile vivere un esperienza catartica profondamente spirituale, che può riportare l’anima dell’individuo a riconnettersi con il Principio di Amore Universale insegnato dal Cristo, diventandone veicolo di diffusione attraverso il proprio talento artistico, messo al servizio del Divino. 

Se anche tu sei un’artista, ti va di raccontarci come è la tua relazione con il Sacro?
Quali emozioni ti risveglia questa immagine?
Pensi che potresti dipingere un’Icona del Cristo?

 

Articolo creato da Madhu Giovanna Bellini