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Costellazioni Evolutive

"I chakra sono simboli del livello della coscienza umana ed io credo che lo studio di questi simboli dello yoga tantrico possa aiutarci nello studio della psiche umana se lavoriamo unendo differenti mondi. Lasciatemi dire che lo yoga arriva dall'alto."

Carl Gustav Jung

 

Il sistema dei Chakra, con i suoi sette livelli di guarigione ed evoluzione spirituale, da millenni costituisce una guida per ricercatori spirituali, medici ayurvedici, psicoterapeuti, mistici e yogi.

I Chakra sono rappresentati come fiori di loto, la pianta che cresce negli stagni, e rappresentano il percorso evolutivo dell'Anima, impegnata a liberarsi dagli strati più pesanti della materia per giungere in superficie e finalmente sbocciare in un fiore candido.

Si parla dei Chakra negli antichi testi dei Veda, che risalgono al secondo millennio prima di Cristo, nelle più tarde Upanishad, negli Yoga Sutra di Patanjali e più diffusamente nel XVI secolo da parte di uno yogi indiano, Purnananda Svami, che scrisse un testo tantrico intitolato Sat-Chakra-Nirupana.

Nelle Upanishad, scritte tra il II secolo a.C. e il II secolo d.C., sono numerosi i riferimenti ai Chakra, alla loro descrizione e al loro funzionamento, alla loro connessione con i cinque elementi naturali (terra, acqua, fuoco, aria, suono/etere) e ai mantra da utilizzare per la meditazione e l’attivazione di ciascuno di essi.

Sempre nelle Upanishad, viene introdotto e ampiamente sviluppato il tema riguardante Kundalini, la “dea serpente”, la forza vitale primordiale arrotolata in tre spire e mezza nel Primo Chakra.

Compito del ricercatore spirituale è liberare Kundalini dal Primo Chakra e farle attraversare uno dopo l'altro tutti gli altri Chakra fino a raggiungere il Settimo sulla sommità del capo, dove (in quanto manifestazione di Shakti) incontra Vishnu, il divino.

Nel 1920 i Chakra giunsero in Occidente grazie a Sir John Woodroffe, meglio noto con lo pseudonimo di Arthur Avalon, che tradusse dal sanscrito due testi tantrici: il primo è il Sat-Chakra-Nirupana che costituisce il sesto capitolo in 55 versetti dello Shri-Tattva Chintamani, opera del XVI secolo sul rituale tantrico dovuta allo Swami bengalese Purananda.

Grazie al contributo di quest’opera, dal titolo Il Potere del Serpente la dottrina dei Chakra e in generale la conoscenza indiana trovò un’ampia diffusione in Occidente: non era sconosciuta tuttavia negli ambienti culturali e in particolare nella cerchia teosofica, dal momento che Rudolf Steiner, fondatore dell'antroposofia, parla dello sviluppo dei Chakra nel libro Come conoscere i mondi superiori (1909), fornendo istruzioni progressive per lo sviluppo di tali centri di forza.

Secondo Steiner, come i cinque sensi forniscono al corpo fisico la conoscenza del mondo tramite la percezione, così i Chakra (ne considera solo quattro inizialmente) funzionano come organi di conoscenza del corpo astrale: il loro sviluppo, la loro attivazione e la loro “pulizia” contribuiscono alla fase preparatoria dell’Iniziazione alla scienze occulte, alla conoscenza superiore.

Il percorso evolutivo della coscienza passa quindi attraverso una disciplina spirituale severa e strenua, che porta a compimento il pieno potenziale dell’uomo.

Carl Gustav Jung parla dei Chakra in un seminario tenuto nel 1932 dal titolo La psicologia del Kundalini-yoga che raccoglie la trascrizione di quattro conferenze tenute a Zurigo nel 1932: in esse lo psicologo svizzero, facendo esplicito riferimento proprio a Il potere del Serpente, parla dei Chakra come di stati della coscienza, mondi interiori, livelli di consapevolezza.

In questo modo Jung collega le antiche Upanishad e la dottrina dello Yoga con la moderna psicologia e psicanalisi: come per lo yogi il percorso di risalita della Kundalini significa evolvere il proprio livello di pensiero e di vita dal livello più materiale verso quello più spirituale, per Jung possiamo identificare nei Chakra l’orizzonte psicologico, il mondo intrapsichico in cui ci si trova.

Oggi i Chakra sono un concetto universalmente diffuso come unione tra aree del corpo e della psiche e rappresentano la base teorica e pratica di molte discipline olistiche, tra cui la cristalloterapia, la cromoterapia e il Reiki.

Candace Pert, la ricercatrice che studiò la distribuzione delle cellule produttrici di endorfine nell'organismo (i neuropeptidi), dimostrò la presenza di una elevata concentrazione di tali cellule in prossimità della colonna vertebrale, proprio nei punti in cui i Veda descrivono la presenza dei Chakra.

I Chakra, così come vengono descritti e rappresentati dalla conoscenza vedica, non sono entità fisiche, non possono essere visti o toccati, semmai “visualizzati” e “percepiti”, tuttavia sono localizzati con estrema precisione in corrispondenza dei gangli del sistema nervoso e delle ghiandole del sistema endocrino e ne descrivono alla perfezione il comportamento.

Sempre secondo i Veda, i Chakra comprendono anche i sentimenti, le emozioni e i pensieri, che pur non potendo essere considerati degli oggetti fisici, hanno un forte effetto sul corpo, poiché rappresentano informazioni che si muovono attraverso la rete neuronale e generano reazioni a livello fisico.

Come i pensieri e le emozioni influenzano il respiro, il battito cardiaco, il metabolismo, così le attività dei Chakra influiscono sull’attività ghiandolare, sul tono muscolare, sulle affezioni fisiche, sull'umore e sul comportamento.

A seconda dello stato di coscienza interno, i Chakra, come i fiori, possono essere aperti o chiusi, appassiti o in piena fioritura: è possibile riattivarne la funzionalità grazie a trattamenti Reiki, asana yogiche, oli essenziali, rimedi floreali, meditazioni, visualizzazioni, utilizzo di luce colorata, cristalli etc.

La modalità più efficace per esplorare il livello di attivazione di un Chakra consiste nell'affidarsi all'approccio fenomenologico, ossia connettersi con il campo morfogenetico e chiedere al cliente di scegliere un rappresentante per interpretare se stesso, un rappresentante per interpretare il ruolo del problema o sintomo e un rappresentante per interpretare il Chakra corrispondente.

Solo attraverso una attenta indagine della costellazione del sistema cliente-sintomo-chakra è possibile giungere alla causa del problema, che può essere di gran lunga inaspettata.

La conoscenza dei Chakra è quindi un indispensabile strumento di crescita interiore: apprendere ad attivare e utilizzare la loro energia nel modo più appropriato e consapevole costituisce un cammino di evoluzione spirituale.

Lavorare con i Chakra significa guarire dai vecchi schemi costrittivi, eliminare i condizionamenti, sciogliere i blocchi derivati dai traumi del passato, riaprirsi alla vita, al benessere, all'amore e alla prosperità.

 

SEMINARIO DI COSTELLAZIONI EVOLUTIVE

Tenuto da Akshara Umberto Carmignani

Consiste nell'esplorazione del Sistema dei Chakra allo scopo di individuare blocchi nella attività di ciascun Chakra relativi alla propria esperienza di vita, a irretimenti familiari, a condizionamenti sociali e culturali, a memorie karmiche.

Nel corso del seminario verrà esplorato il campo morfogenetico di ogni partecipante utilizzando l'approccio fenomenologico che si avvale dell'utilizzo di rappresentanti per la messa in scena della propria costellazione.