Giornata Mondiale delle Api

 
Se le api scomparissero dalla faccia della terra,
all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita.

Albert Einstein

Il 20 Maggio di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale delle Api, ricorrenza istituita nel 2017 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza degli impollinatori, sulle minacce che questi affrontano e sul loro contributo allo sviluppo sostenibile, stimolandone così la salvaguardia in tutto il mondo.

Sappiamo molto bene infatti come negli ultimi decenni molte specie vegetali e animali sono scomparse dalle nostre campagne a causa dell'utilizzo di pesticidi, diserbanti, fertilizzanti e modalità di produzione intensive. I campi sono diventati ambienti molto inospitali per gli insetti selvatici. Il ruolo delle api è quindi diventato sempre più importante perché esse assicurano l'impollinazione, permettendo a piante e fiori di riprodursi.

In questo giorno abbiamo scelto di condividere con voi alcune informazioni e curiosità sulla vita delle api e sulla loro struttura sociale, una delle più avanzate ed efficienti in natura. Nel "super-organismo" alveare infatti, ogni individuo ha il suo compito, che porta avanti con dedizione e passione, collaborando affinché tutto funzioni perfettamente e la vita della famiglia/colonia a cui appartiene prosegua e vada avanti per numerose generazioni.

Le api nascono da piccole uova che l’ape regina deposita nelle celle. Dal momento della deposizione avvengono tre trasformazioni, chiamate metamorfosi: nella prima le uova diventano “larve” e appaiono come dei piccoli bruchi bianchi, nella seconda le larve si trasformano in “pupe” e cominciano ad avere una forma più simile alle api. Infine, nella terza trasformazione, le api assumono l’aspetto dell’insetto adulto. Queste 3 fasi avvengono sempre all’interno delle celle, sigillate con la cera a partire dal 9° giorno. Al 21° giorno l’ape comincia a muoversi, buca l’opercolo e “sfarfalla”: esce cioè dalla cella ed è pronta per iniziare la sua vita al servizio della colonia.

 

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L'ape regina raggiunge i 20 mm di lunghezza ed ha un addome più lucente rispetto alle operaie

Ogni colonia può ospitare dai 20.000 ai 50.000 esemplari (a seconda della stagione produttiva), suddivisi in tre "caste": le api operaie (in numero prevalente), i fuchi (le api maschio) ed un'unica ape regina. Fino alla fine del 1700 si è creduto che l’ape regina fosse un maschio, un re. Si è scoperto solo allora che la società delle api ha una struttura matriarcale regolata prevalentemente dagli esemplari femminili.

 

L'ape regina è la madre di tutte le api della colonia e la si può distinguere perché più grande delle altre. Nutrita esclusivamente con pappa reale, nasce in una cella reale, costruita appositamente quando si rende necessaria una "nuova madre". Questo può avvenire quando la precedente regina ha concluso il suo ciclo produttivo o quando la regina deve cambiare casa, insieme alle sue più fedeli compagne (sciamatura), passando così testimone e risorse alle nuove generazioni, assicurando in questo modo continuità alla specie.

 

A parte il caso di sciamatura, la regina esce in un solo periodo della sua vita, nelle due/tre settimane dopo la sua nascita, per accoppiarsi con quanti più maschi possibili. Da quel momento in poi vive dentro l'alveare (in media 4-5 anni) con il compito principale di deporre le uova, fino a 3000 al giorno. Sceglie lei, in funzione delle necessità, se deporre uova feconde (che diventeranno api operaie) o non feconde (che diventeranno fuchi).

 

È lei a produrre ed emettere la "sostanza reale", dei feromoni (odori) che influiscono il comportamento dell'intero gruppo e permettono alle api di riconoscersi ed identificarsi come appartenenti alla medesima famiglia. Le api della stessa colonia sono legate tra loro da legami profondissimi e ogni ape è disposta a dare tutte le proprie energie e perfino la vita per il mantenimento della colonia.

 

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Uno sciame di api alla Casa dei Ciliegi

I fuchi sono i maschi della famiglia. Sono leggermente più lunghi e tozzi delle operaie, con antenne più sofisticate e sensibili agli odori. Al posto del pungiglione possiedono gli organi sessuali. Il loro principale scopo è quello di fecondare la nuova regina, perciò rappresentano una percentuale ristretta della colonia. Durante il volo nuziale si aggruppano in centinaia attorno alla regina, gareggiando gli uni contro gli altri. Dopo essersi unito alla regina, il fuco cade a terra e muore.

 

Dopo il periodo di accoppiamento, i maschi rimasti cercano altre regine da fecondare nei dintorni. Tuttavia possono anche sostenere le api operaie nel mantenere la temperatura della cova e nel distribuire il nettare alle operaie che lo trasformano in miele. Non avendo specifici compiti all'interno dell'arnia, vengono di solito sacrificati dall'alverare con l'arrivo della stagione fredda.

 

Le api operaie, che rappresentano la maggioranza degli esemplari di una colonia, svolgono tutte le attività necessarie all'interno dell'alveare e cambiano molte volte mansione durante la loro vita. In base ai compiti che ricoprono si distinguono in:

 

  • ancelle - si occupano di pulire e nutrire la regina (esclusivamente con pappa reale);
  • api nutrici - il loro compito è di nutrire le larve con nettare, miele e pappa reale;
  • api spazzine - si dedicano alla pulizia delle celle e dell'alveare trasportando fuori le scorie;
  • api magazziniere - seguono il processo di maturazione del nettare in miele e lo stoccano nelle celle;
  • api architetto - si occupano di costruire o ricostruire i favi con la cera (prodotta in ghiandole apposite), raggruppandosi tutte insieme a formare una specie di impalcatura viva che guida la costruzione;
  • api ventilatrici - con i loro movimenti regolano la temperatura e l'umidità da cui dipende la cova e la maturazione del miele;
  • api guardiane - si posizionano come sentinelle all'ingresso dell'alveare vigilando su possibili intrusioni o ingressi indesiderati;
  • api bottinatrici - hanno il compito di raccogliere il polline, il nettare, l'acqua e tutto quello che serve alla famiglia, volando intorno all'alveare fino a una distanza di 3 chilometri. Quando trovano quello che interessa loro lo comunicano alle altre api con una particolare danza che indica la posizione rispetto al sole e la distanza da percorrere.

 

La vita di un’ape operaia può durare da 30 giorni a 6 mesi a seconda del periodo in cui nasce. Il compito di ciascuna dipende principalmente dall'età, ma può cambiare in base alla necessità del momento: il bene della collettività viene prima di tutto!

 

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Bambini in visita all'arnia didattica della Casa dei Ciliegi

Alla Città della Luce amiamo contribuire alla cura e alla salvaguardia delle api, con sensibilità e rispetto. Riconosciamo il valore di questi piccoli grandi esseri e l'importanza del compito fondamentale che hanno per l'equilibrio dell'intero ecosistema. Cerchiamo di sostenere un ambiente a loro idoneo, ad esempio, piantando i fiori che più apprezzano e utilizzando solo prodotti naturali in sintonia con la natura.

In particolare presso la Casa dei Ciliegi, luogo in cui svolgiamo la maggior parte delle nostre attività agricole, abbiamo installato alcune arnie. Una di queste è un arnia didattica dotata di finestre di vetro per osservare le attività delle api senza disturbarle. Ciò permette ai bambini, e anche agli adulti, di scoprire il loro meraviglioso mondo.

Altre arnie sono costruite secondo i principi della Permapicoltura dell'argentino Oscar Perone che sostiene l'importanza di uno spazio più ampio per ospitare un numero maggiori di api in modo da sostenere al meglio il sistema difensivo dell'alverare.

La contemplazione della vita delle api, ci insegna l'importanza dello stare insieme in pace ed armonia, della collaborazione, del lavoro di squadra, del sentirsi parte di un sistema collettivo, con la consapevolezza che ogni azione individuale può contribuire ad un bene più grande. L'atto di coltivare un fiore e di preservarlo da sostanze chimiche può essere in questo caso il motore di un cambiamento per l'intero pianeta.

 

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Come l’ape raccoglie il succo dei fiori senza danneggiarne colore e profumo,
così il saggio dimori nel mondo.

Buddha

 

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