A Scuola dalla Natura

“Per un bambino piccolo, non ancora in grado di apprendere dalla pagina stampata
o di sostenere la routine scolastica, la Natura
è una fonte infallibile di divertimento e istruzione”

Ellen G. White

La Natura è una grande maestra e molti sono gli insegnamenti che ci può trasmettere con la sua infinita saggezza: ci insegna il ciclo della Vita, la lentezza nel crescere, il mutare delle stagioni, il fluire e rifluire degli eventi. Facendone esperienza diretta, le leggi della Natura ci arrivano con facilità, attraverso il contatto con la Natura la conoscenza si fonda sull’esperienza, l’istinto e l’empatia.

I nostri figli hanno bisogno di stabilire una relazione con la Natura in ogni tempo e in ogni stagione“Giocare tutto l'anno in un prato, sulla terra, vicino a un albero ha un valore immenso perché permette di toccare con mano il trascorrere delle stagioni, verificando il modificarsi delle sensazioni tattili, olfattive, uditive” spiega Monica Castagnetti, psicopedagogista e formatrice del Centro per la Salute del Bambino di Trieste.

Ci sono lezioni che ogni bambino ha bisogno di imparare per vivere un vita sana, che non si possono insegnare né attraverso i libri né attraverso gli studi scolastici, ma solo attraverso il contatto con la Natura: essa dà delle esperienze e conoscenze impossibili da recuperare "virtualmente" e il tempo trascorso dai bambini nella Natura è senza dubbio il modo migliore per prepararli a qualsivoglia apprendimento futuro.

Attraverso il movimento nei spazi esterni infatti il bambino impara a prendere consapevolezza del proprio corpo e dello spazio che occupa: sviluppa la coordinazione e il senso dell'equilibrio, impara ad essere più sicuro di sé e ad interagire con l'ambiente circostante, il concetto di spazio gli sarà fondamentale per gli apprendimenti futuri.

Osservando ed esaminando le piante che sfioriscono, che concludono il loro ciclo annuale, il bambino capisce intimamente un aspetto della vita e della morte che non può essere insegnato o spiegato con maggior efficacia in nessun altro modo.

 

“Più è semplice e tranquilla la vita del bambino, più libera da stimoli ed eccitamenti artificiali
e in armonia con la Natura, più il vigore fisico e mentale, nonché la forza spirituale,
ne trarranno giovamento”

E. G. White

Moltissimi pedagogisti, educatori, psicologi e filosofi insegnano che la salute fisica ed intellettiva del bambino risente positivamente del contatto col mondo naturale: la Natura dà al bambino l’esperienza della pura felicità dell’età dell’innocenza, felicità che si muta con il tempo in cari ricordi e si mantiene inalterata anche nell’età adulta.

Il bambino immaginato da Jean-Jacques Rousseau (nel romanzo pedagogico L'Emilio del 1762) cresce in campagna, secondo natura, con ritmi lenti, apprendendo dall’esperienza, acquisendo le conoscenze giuste al momento giusto, evitando ogni pericolosa anticipazione cui conseguono solo insuccessi, vivendo il più a lungo possibile la propria infanzia:

La natura vuole che i fanciulli siano fanciulli prima di essere uomini. Se vogliamo sovvertire quest’ordine, produrremo frutti precoci, che non avranno maturità né sapore e non tarderanno a guastarsi; avremo sapientoni in tenera età e bambini vecchi decrepiti”.

Anche Maria Montessori aveva intuito il legame speciale che esiste tra infanzia e natura cogliendone le immense potenzialità educative, specificando: “La natura, in verità, fa paura alla maggior parte della gente. Si temono l’aria e il sole come nemici mortali. Si teme la brina notturna come un serpente nascosto tra la vegetazione. Si teme la pioggia quasi quanto l’incendio”.

Le paure degli adulti comportano una iper-protezione dei bambini, che impedisce loro di “vivere” la natura e i suoi fenomeni e ne comprime le energie; invece, sottolinea la Montessori: “Le energie muscolari dei bambini anche piccolissimi sono superiori a quanto supponiamo: ma per rivelarcele occorre la libera natura...Se i bambini sono a contatto della natura, allora viene la rivelazione della loro forza...”.

Questa forza non è solo funzionale alla crescita del fisico ma alimenta anche il “sentire” la natura, con ricadute benefiche sulla psiche, sulla mente, sullo spirito, arricchendo così le percezioni, l’apprendimento, la moralità.