Homeschooling: la "Scuola in Casa"

 
L'homeschooling, la “scuola in casa” è un fenomeno che da qualche anno sta prendendo sempre più consistenza tra le forme di educazione alternative alla scuola pubblica: nel 2012 negli Stati Uniti si contavano circa 2 milioni di ragazzi educati a casa, in Inghilterra 70mila, 60mila in Canada, 3mila in Francia e 2mila in Spagna; in Italia secondo i dati del MIUR solo nell’ultimo anno scolastico il Ministero ha registrato 1.226 alunni in istruzione parentale.
 
Si tratta di una percentuale ancora molto marginale, considerando che sono 7 milioni i ragazzi e le ragazze in età scolare in Italia, e che la maggior parte frequenta una delle quasi 32.000 scuole statali, mentre circa 330.000 sono gli studenti delle scuole paritarie (percentuale attorno al 4,7%: per chi fosse interessato ai dati del Ministero, di seguito il link: http://dati.istruzione.it/espscu/index.html?area=anagStu).
 
Chi sceglie di educare i propri figli a casa è sottoposto solo alla legislazione statale, non è soggetto a norme regionali né provinciali. Secondo la normativa italiana infatti, l'obbligo riguarda il diritto all'istruzione, ma non alla scolarizzazione: all'art. 30 della Costituzione infatti si legge che “è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio”, sottolineando che l’istruzione dei propri figli è in primis una responsabilità dei genitori, non dello Stato.
 
L’articolo 34 della Costituzione Italiana inoltre recita: “L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita”, e il recente Decreto Legislativo 25 aprile 2005, n. 76, art. 1, comma 4 chiarisce: “I genitori o gli esercenti la potestà parentale, che intendono provvedere in proprio all’istruzione di minori soggetti all’obbligo di istruzione, devono rilasciare al dirigente scolastico della scuola viciniore un'apposita dichiarazione, da rinnovare anno per anno, circa il possesso della “capacita tecnica o economica“ per provvedervi. Il dirigente scolastico ha il dovere di accertarne la fondatezza. A garanzia dell’assolvimento del dovere all’istruzione, il minore è tenuto a sostenere un esame di idoneità all’anno scolastico successivo.”
 
 
 
In Italia quindi è legale non mandare i propri figli a scuola e scegliere di istruirli personalmente, ed è un diritto praticare la scuola familiare: l’Educazione Parentale può coprire tutti gli anni dell’obbligo scolastico, arrivando fino all’università, è sempre possibile rientrare nel sistema scolastico tradizionale; gli esami di idoneità e quelli di licenza vengono fatti per formalizzare la carriera scolastica dello studente homeschooler o per stabilire il suo livello di apprendimento nel momento in cui si desidera farlo rientrare nel percorso scolastico tradizionale.
 
Le motivazioni alla base di una scelta di questo tipo possono essere molteplici, di natura religiosa, linguistica, di salute, oppure semplicemente perché si vuole dare ai propri figli un’educazione personalizzata che soddisfi le necessità, le passioni e i tempi del singolo; alcune famiglie educano a casa per evitare che i propri figli subiscano il bullismo e l’esposizione al clima oppressivo e competitivo della classe; altre ancora scelgono l’homeschooling perché non vogliono delegare ad altri il compito fondamentale di educare i propri figli.
 
A livello concreto esistono diverse possibilità di scelta: c'è chi preferisce un'istruzione libera da programmi, regole, libri, compiti (il cosiddetto un-schooling), impostando un apprendimento naturale e spontaneo che segue i ritmi di crescita e sviluppo, nonché le passioni e gli interessi del bambino.
 
In altri casi si può trovare un compromesso e rivolgersi a insegnanti privati che seguano parzialmente o completamente le direttive e i programmi ministeriali, ricreando anche delle classi scolastiche allargate a più bambini, uno spazio maggiormente strutturato nei tempi e nelle routine.
 
 
Nell'esercizio dell'homeschooling, si possono utilizzare numerosi e variegati metodi didattici, anche a seconda della propria ispirazione pedagogica: sicuramente, tra questi, i metodi Montessori e Waldorf (approccio derivato dall'impostazione pedagogica di Rudolf Steiner) sono i più apprezzati, e spesso i vari approcci didattici ed educativi vengono mescolati, per dar luogo a un'educazione più sfaccettata e completa.
 
Maria Montessori (1870-1952) pubblica nel 1909 un testo che rimarrà alla base della pedagogia moderna: "Il metodo della pedagogia scientifica applicato all'educazione infantile nelle Case dei Bambini", in cui sostiene che "Il piccolo rivela se stesso solo quando è lasciato libero di esprimersi, non quando viene coartato da qualche schema educativo o da una disciplina puramente esteriore". Secondo la Montessori il bambino per sua natura è serio, disciplinato e amante dell'ordine e messo a contatto con i materiali pedagogici adatti e guidato da un educatore "umile" e discreto è in grado di autoeducarsi e di dispiegare le sue potenzialità e andare a formare "un'umanità libera e affratellata".
 
Secondo Steiner, la pedagogia deve essere dedicata completamente alle necessità di evoluzione del bambino, non dovrebbe invece riguardare obiettivi quali la qualificazione professionale e la produttività economica: il bambino, crescendo, imparerà a comprendere quale sarà il proprio ruolo nel mondo e nella società, senza imposizioni da parte dei genitori.
 
Steiner credeva che l’aspetto congitivo-intellettuale dell’apprendimento non dovesse predominare a discapito delle materie artistiche, creative e artigianali: gli insegnamenti artistici ed espressivi dovrebbero essere presenti in ogni lezione, attraverso la creazione di fiabe o nella pratica di attività manuali (rivolte anche alla cura della natura e dell'ambiente).
 
 
 
Ecco i principi fondamentali del metodo montessoriano sull'educazione del bambino, tratti dal libro "Educare alla libertà" di Maria Montessori.
 
1) Educare il bambino all'indipendenza: "La madre che imbocca il bambino senza compiere lo sforzo per insegnargli a tenere il cucchiaio, non lo sta educando, lo tratta come un fantoccio. Insegnare a mangiare, a lavarsi, a vestirsi è un lavoro ben più difficile che imboccarlo, lavarlo e vestirlo."
 
2) Mai impedire a un bambino di fare qualcosa perché è troppo piccolo: bisogna dimostrare fiducia e lasciargli svolgere i compiti più facili, i bambini sono soddisfatti quando hanno dato il massimo di cui sono capaci e non si vedono esclusi dalla possibilità di esercitarsi.
 
3) Abituare un bambino a fare con precisione è un ottimo esercizio per sviluppare l'armonia del corpo: i bambini sono naturalmente attratti dai particolari e dal compiere con esattezza determinati atti.
 
4) "Il maestro deve ridurre al minimo il proprio intervento. Non è un insegnante che sale in cattedra e dispensa dall'alto il suo sapere, ma deve essere un angelo custode, deve vigilare affinché il bambino non sia intralciato nella sua libera attività. Deve osservare molto e parlare poco."
 
5) Mai forzare un bambino a fare qualcosa.
 
6) Educare al contatto con la natura: "Se fate una passeggiata in montagna non prendete il piccolo in braccio, ma lasciatelo libero, mettetevi voi al suo passo, aspettate con pazienza che raccolga un fiore, che osservi un uccellino..."
 
7) Innaffiare le piante e prendersi cura degli animali abitua alla previdenza, le cure premurose verso piante e animali sono la soddisfazione di uno degli istinti più vivi dell'anima infantile.
 
8) Occorre sostenere lo sviluppo dei talenti e delle potenzialità che il bambino dimostra, e non bisogna mai parlar male di un bambino, in sua presenza o assenza.
 
9) L'ambiente scolastico deve essere a misura di bambino, accogliente e familiare, in cui tutti i mobili e gli oggetti (sedie, tavoli, lavandini...) siano modellati sulle misure ed esigenze dei piccoli; i materiali didattici devono essere appositamente studiati.
 
10) "Il bambino è come un viaggiatore che osserva le cose nuove e cerca di capire il linguaggio sconosciuto di chi lo circonda. Noi adulti siamo i ciceroni di questi viaggiatori che fanno il loro ingresso nella vita umana..."
 
 
 
 
Articolo a cura di Sundara Simone Bongiovanni

 

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