Danzamovimentoterapia

La DMT è una disciplina che s’inserisce nelle artiterapie e nelle terapie espressive e corporee. Essa trova le sue radici storiche intorno al 1940 negli Stati Uniti. Saranno le danzatrici moderne, ovvero delle artiste, a smarcarsi dal sapere accademico elitario e sperimentare su di sé e in seguito sugli altri, il potere espressivo e comunicativo della danza. Marian Chace e Trudy Schoop sono le pioniere della Danzamovimentoterapia.

La Chace attraverso la sua grande esperienza di danzatrice e d’insegnante, scopre e sperimenta la spontaneità del linguaggio del corpo come straordinaria risorsa comunicativa e terapeutica. Negli anni ‘40  a Washington, lavora ad un progetto educativo e riabilitativo in ambito psichiatrico.

Trudy Schoop, nata a Zurigo ma naturalizzata statunitense, nasce come danzatrice classica e moderna, formata con un’allieva di Isadora Duncan. Trudy, si dedica ad elaborare una strategia d’intervento dove è imprescindibile il binomio corpo-mente attraverso un approccio esclusivamente artistico, senza riferimento al alcuna teoria psicologica. Il potere terapeutico della danza, proposta dalle due danzatrici, ha sede proprio nella catarsi liberatoria del movimento spontaneo.

Negli anni ’50 Mary Whithehouse, danzatrice e di formazione psicanalitica junghiana, sviluppa le tecniche di Immaginazione Attiva (tecnica utilizzata da C.G.Jung), attraverso la nozione di Movimento Autentico, il movimento come mezzo per entrare in contatto con i contenuti più intimi del proprio inconscio.

Jane Chorodow, danzatrice, analista junghiana e allieva della Whitehouse, svilupperà ulteriormente il potenziale del movimento libero.

Un’altra figura di riferimento è Anna Halpin che nel metodo unisce la sua esperienza di danzatrice moderna all’utilizzo del mito in chiave junghiana. Secondo questa artista, tutti possono danzare ed esprimere la propria creatività e trovare nella fusione arte-vita la fonte della propria guarigione.

Anche in Europa, R. Laban ballerino e coreografo offre uno strumento importante di analisi del movimento che viene poi sviluppato da J. Kestemberg, neuropsichiatra e psicanalista infantile, con una passione per la danza, che mette in relazione l’analisi del movimento con le tappe dello sviluppo psicoaffettivo del bambino.

La DMT si  propone come un approccio olistico, che può affrontare situazioni di origine emotiva, cognitiva, comportamentale e fisica con interventi di tipo corporeo.

La DMT si propone di

    • Riattivare il piacere ancestrale del movimento. Il piacere di  agire che si trasforma progressivamente in un movimento creativo.
    • Favorire l’esplorazione motoria, la liberazione del gesto, la relazione dinamica con il tempo, lo spazio, gli oggetti, gli altri, il ritmo, la musica.
    • Offrire uno spazio di ascolto e di espressione attraverso il linguaggio del corpo
    • Attivare la dimensione consapevole del corpo a partire dalla percezione corporea, per favorire una coscienza di sé fondata sulla connessione fra sensazioni corporee, vissuti emotivi, immagini e parole, per favorire l’unità psico-corporea
    • Favorire la stima di sé e una positiva  immagine corporea.

 

Caroline Manière - Unité-Ying-Yang

 

La danza è ponte tra corpo e anima, interiore ed esteriore, emozione e gesto. Nella DMT si  lavora per incontrare, riconoscere, permettere, esprimere, dare forma, distinguere, nominare, trasformare.

A partire dalla definizione di “Salute” proposta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che la intende come uno “stato di benessere fisico, psicologico e sociale, non caratterizzato dalla semplice assenza di malattia, ma dall’equilibrio delle diverse componenti dell’individuo stesso” è possibile affermare che la DanzaMovimentoTerapia, coinvolgendo l’individuo nella sua globalità, possa interagire su questi diversi piani e ristabilirne un armonico equilibrio. L’American Dance Therapy Association definisce nel 1974 la DanzaMovimentoTerapia come l’uso psicoterapeutico del movimento quale processo che favorisce l’integrazione emotiva e fisica della persona. Tale attività si rivolge a bambini, adulti e anziani, non ci sono limiti di età né di condizioni fisiche. Il percorso può essere sia individuale che di gruppo. 

In ogni incontro la conduttrice integra la sua proposta di attività e movimento con ciò che la persone singola o gruppo può mettere in gioco e condividere in quella particolare situazione, articolando il lavoro in modo flessibile.

La pratica  si svolge in tre fasi:

1) Riscaldamento: contattare il corpo
2) Svolgimento: sviluppo delle tematiche (fisiche/emotive/spirituali) portate dal singolo e/o dal gruppo
3) Chiusura: rielaborazione

L’incontro, individuale o di gruppo, si può suddividere in tre fasi principali: il movimento, in alcuni momenti, è guidato dalla conduttrice mentre in altri è libero. Si parte sempre dal ‘qui ed ora’ e cioè dal corpo, come lo si sente, quali sono i disagi e le difficoltà (tensioni, dolori, ecc) e quali i bisogni (sgranchirsi, stirarsi, rimanere a terra sdraiati, saltare, battere, ecc). In questo modo, senza giudizio e senza aspettative, il corpo viene ricontattato, portando alla consapevolezza ciò che si sente per poi iniziare a prendercene cura. Possono essere utilizzati: musica; supporti artistici; oggetti che facilitano la percezione di movimenti o l’espressione di essi. L’obiettivo è quello di creare un ambiente favorevole dove sia possibile dare forma corporea a contenuti emotivi, elaborare modi espressivi e forme simboliche rappresentative dei vissuti.

Non è assolutamente necessario saper ballare per intraprendere questo percorso. Naturalmente il movimento è parte integrante della metodologia, ma ognuno può partecipare con la propria soggettività che viene accolta come risorsa e mai giudicata. Non vi sono  tecniche o particolari “passi” da apprendere; il movimento nasce dal profondo “sentire” di ogni partecipante.

 



Laboratorio di Danzamovimentoterapia

Dalla Fusione… all’Individuazione

con Tulsi Serena Baroni

16 ore di didattica pratica nell'arco di un fine settimana

per un gruppo max 20 persone

 

Il corpo è la manifestazione della nostra storia, custode di memorie, esperienze, emozioni, vissuti trascorsi; ci indica dove sono localizzate le esperienze e quali le emozioni ad esse associate.
Il corpo chiede continuamente di essere ascoltato.
Aprirsi all’ascolto significa ascoltare noi stessi per arrivare al benessere in pienezza e totalità.

Fusione, differenziazione ed individuazione sono stadi universali dell’esperienza umana.
Esplorarli tramite la nostra personale danza, permette di ri- contattare esperienze, emozioni, sensazioni che spesso hanno ricadute sulle nostre relazioni con l’Altro, con Il Mondo fuori di noi.
Permette una comprensione più profonda e ci offre strumenti creativi di trasformazione.

“Individuazione significa diventare un essere singolo e intendendo noi per individualità la nostra più intima, incomparabile e singolare peculiarità, diventare noi stessi, realizzare il proprio Sé.”

C. G. Jung

Obiettivi del Seminario

  • Esplorare la relazione profonda con il proprio corpo
  • Sciogliere blocchi energetici connessi ad alcune fasi di sviluppo
  • Migliorare la comunicazione tra corpo e mente, tra la memoria cognitiva e la memoria corporea
  • Individuare e comunicare con i propri bisogni
  • Migliorare la propria autostima

A chi si rivolge

Il seminario è aperto a tutti coloro che desiderano esplorare dimensioni esperienziali ed emozionali attraverso il movimento creativo.
È indicato a donne e uomini di tutte le età.

Requisiti

Apertura mentale, interesse e disponibilità all'apprendimento attraverso il linguaggio del corpo.

Programma del Seminario

Dalle 9:30 alle 19:30 circa, con pause per il pranzo, the, caffè, spuntini e merende

Saranno proposti differenti stimoli e tecniche per costruire o approfondire gradualmente la conoscenza del proprio corpo in movimento, fare esperienza di nuove possibilità motorie, ricercare ed affinare la possibilità di essere presenti alla propria danza.

- Esercizi di riscaldamento:
esplorazione dello schema corporeo,
orientamento nello spazio
rapporto spazio-temporale
senso del ritmo
- proposta di esplorazione e ricerca in movimento
- Sessione di Danzamovimentoterapia sul tema della “Fusione”
- Elaborazione dell’esperienza con tecniche verbali e non verbale.

Pausa Pranzo

Sessione di Danzamovimentoterapia sul tema della “differenziazione”
Elaborazioni dei vissuti con tecniche non verbali e verbali
Sessione di Danzamovimentoterapia sul tema dell’ “Individuazione”
Elaborazioni dei vissuti con tecniche non verbali e verbali

Strumenti Utilizzati

Tecniche di DMT (Danzomovimentoterapia). Potranno essere utilizzati oggetti naturali, stoffe...

La DMT è una disciplina relativamente nuova, ma l’utilizzo della danza a fini espressivo ha origini antiche e profonde. Il movimento e la danza sono la forma più antica e universale di comunicazione dell’esperienza, di manifestazione degli stati d’animo, di relazione con le parti meno espresse del sé. Non insegna passi, né coreografie bensì permette l’espressione unica e profonda del proprio movimento interiore.
Le proposte saranno calibrate sul gruppo e sui temi specifici che da esso emergeranno.
Durante le sessioni potranno essere utilizzati diversi oggetti.

Quote di partecipazione

per i corsi che si tengono presso le sedi della Città della Luce:

  • 180 euro per la partecipazione ai due giorni di seminario

Si consiglia un abbigliamento comodo.
Materiale: album o fogli A4 da disegno

Docente

Tulsi Serena Baroni, Maestra di Reiki, Facilitatrice in Costellazioni Familiari, Dott.ssa in Scienze dell'Educazione, Diplomata DanzaMovimentoTerapia

professionista disciplinata ai sensi della legge 4/2013
 

 

Per maggiori informazioni e prenotazioni

La Città della Luce

+39.071.7959090
info@lacittadellaluce.org

Tulsi Serena Baroni

+39.333.4492680
tulsi@lacittadellaluce.org

 

Calendario dei prossimi seminari

 

 

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